LAVORI ITINERANTI

Questo spazio espositivoraccogliegli strumenti, se non l’intera bottega, di quegli artigiani che, non avendo bisogno di un vero laboratorio dove lavorare, si spostavano di paese in paese a prestare i loro servigi. Tra gli oggetti esposti spicca il carretto dell’ingegnoso arrotino di Cisterna d’Asti che capovolgendo il suo stesso mezzo di treasporto ne faceva una mola.

Accanto ad essa ci sono le tre cardatrici che appartenevano ai “matarassè” di Cisterna, S. Damiano, Canale.Nelle case contadine un letto (e quindi un materasso) era un bene prezioso che spettava al capo famiglia, alla persona più anziana. Il materassaio, come accade ancora oggi, veniva quando richiesto e lavorava nel cortile della casa.:qui  era esposta al sole la lana, a volte battuta con la «cavàlia» (correggiato) per renderla più soffice;  l’artigiano poi restituiva alla lana volume e leggerezza con l’ausilio della  «carda» (cardasso), quindi ricuciva con lunghi aghi la tela e ne trapuntava la superficie, per evitare che la lana si ammucchiasse. Chi non se la  poteva permettere aguzzava l’ingegno per trovare dei surrogati: foglie di meliga o crine.

Un’ altra figura professionale ormai dimenticata, il cui ricordo però sopravvive in questa sala, è quella del calderaio (magnin) che di tanto in tanto chiudeva la bottega e caricandosi sulle spalle gli arnesi del mestiere, tra cui mantice e rudimentale saldatrice, andava nelle piazze dei paesi a battere e ribattere – come scriveva Primo Levi ne “La chiave a stella”- sulla sua piccola incudine le consunte pentole in rame  delle massaie o, magari tra i vapori dell’ acido ne ristagnava le superfici.

Lo spazio espositivo ospita ancora gli strumenti del lattoniere e, forse ,il reperto più toccante: la strumentazione dell’ostetrica condotta di Cisterna, la Sig.ra Maria Gallino (1891-1974) vera istituzione del paese e tutt’ora ricordata con affetto dai suoi abitanti.

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