PAROLE RESISTENTI LUNGO LA STORIA DI UN GRUPPO MUSICALE

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MUSICA E PAROLE RESISTENTI”

LIBERA CHIACCHIERATA CON DARIO CANOSSI E STEFANO MARIN

La musica è stata la protagonista della nuova videoconferenza organizzata dal Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’Albese–I.C. di San Damiano, Museo Arti e Mestieri di un Tempo e Proloco di Cisterna, I Luf“, Israt, Associazione “Franco Casetta”, Fra production spa, Cantine Povero Distribuzione srl, Aimc Asti. Dario Canossi e Stefano Marin hanno animato un pomeriggio in

musica e parole, come sogno, speranza, impegno, ritorno…, una cavalcata che ha scaldato gli animi dei partecipanti facendoli sentire vicini anche se dietro a uno schermo.

I luf”… sembra solo un soffio ma dentro ha molto altro. Proprio per questo da anni, grazie a Stefano Marin, le musiche del gruppo danno sostanza alle produzioni video delle scuole di Cisterna d’Asti. Un’adozione reciproca che nasce da affinità e condivisione di valori come la tutela del territorio, delle tradizioni e dell’umanità che non conosce confini. Il 30 giugno 2020, il gruppo si sarebbe dovuto esibire all’interno della manifestazione “Usanze” organizzata dalla proloco di Cisterna d’Asti e allora perché arrendersi e non pensare a un incontro alternativo in videoconferenza?

Dario Canossi è un Uomo innamorato della sua terra, della musica, del suo lavoro e degli incontri. Forse, proprio per questo, riesce a condividere i suoi sogni attraverso le canzoni. Questo è anche il progetto musicale de “I Luf”, gruppo nato 20 anni fa. “Il nome significa lupi e la loro la filosofia è essere branco perché per il lupo la forza è il branco e per il branco la forza è nel lupo. La nostra forza è quella di stare e fare cose insieme”. Il piacere della meticciato si trova già tutta negli 8 componenti del gruppo che arrivano da esperienze musicali molto diverse, influenze che conferiscono ai brani del gruppo un tratto inconfondibile dato dalla pennellata delle diversità che diventa sintesi e mai limitazione. “Siamo indipendenti per scelta cosa che, se da un lato significa sacrificare una fetta di successo e diffusione del lavoro, dall’altro ci garantisce la libertà assoluta di scelta che è impagabile. L’uso del dialetto, un altro aspetto delle origini e del territorio, è funzionale alla canzone. È tronco e consente cose che in italiano non si possono fare”. L’ultimo disco “Tornando al monte”ha sottolineato Marin – è un traguardo raggiunto, partendo da molti stimoli e collaborazioni. “Parla di montagna ma volevo anche portare la letteratura nelle canzoni. Abbiamo preso libri veri per farli diventare brani. Difficilissimo sintetizzare un libro in una paginetta ma ce l’abbiamo fatta e per ben 5 volte con i quelli di Nives Meroi, Paolo Cognetti, Max Solinas, Erri de Luca e Mauro Corona. Bello lavorare con loro. Il monte è la mia vita: non c’è vita senza monte e non c’è monte senza vita. È l’essenziale, un luogo che può accogliere tutti, è la purezza che pulisce dagli orpelli della vita cittadina e ti porta a vedere il mondo con gli occhi del bambino. La montagna è un posto che può accogliere tutti senza bisogno di distanziamento”.

Nella discografia del gruppo si ritrova spesso l’impegno ambientalista e sociale. “Note per sognare” e “Ringrazio le farfalle” sono due brani i cui proventi sono stati devoluti rispettivamente all’Associazione “Spazio Autismo” di Bergamo mentre, per la seconda, alla ricerca sulla FOP (fibrodisplasia ossficante progressiva). Questi lavori sono nati sempre da una storia, da un incontro che, spesso, si è trasformato in amicizia profonda. Nel repertorio ci sono anche canzoni come “Vorrei” dedicata a Felicia Impastato, scritta con Fabio Oreglio

Un altro capitolo è quello delle canzoni resistenti. Ad esempio, “Giuda nella neve” è stata scritta dal prof. Silvano Bertaina di Alba. È una storia di perdono. La madre di un giovane partigiano ucciso voleva vendicarsi di chi glielo aveva strappato. Invece, recitò una preghiera e il delatore, per il rimorso, si uccise. “Raccogliere queste storie è un privilegio perché siamo un gruppo di canti popolari” ha detto Canossi che, essendo Uomo, riesce a farsi piccolo per raggiungere i bambini e parlare ai loro cuori. Vanta infatti diverse collaborazioni con le scuole tra cui quelle dell’Infanzia e Primaria di Cisterna d’Asti con il video “Ave Maria Migrante” (realizzato utilizzando anche il linguaggio Lis e la Caa). Alla base della canzone, come ha sottolineato Tiziana Mo, sta una profonda umanità. Ma la collaborazione è andata oltre arrivando a “La libertà” canzone scritta insieme ai bambini.

Il tema delle migrazioni è molto caro al gruppo che gli ha dedicato un intero album “Delalter” che contiene “Ave Maria migrante” nata in contrasto a chi ha utilizza la religione contro i migranti.

Dario Canossi mette le ali a canzoni che nascono libere “Tutte le canzoni, una volta partite, vivono di vita propria e, una volta scritte, non sono più mie. Usatele e grazie per farle girare. Il cantarle è l’acqua che le fa fiorire tutti i giorni”.

E, nonostante tutto, una festa a Cisterna d’Asti il 30 giugno 2020 c’è stata. Aspettiamo tutti per la prossima quando sarà ancora più bello ballare sotto un palco condividendo sogni illuminati dalla luna piena.

Giovanna Cravanzola

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