SOLDATO MULO VA ALLA GUERRA

volantino 20OTT2019_SOLDATO_MULO__CISTERNA

PROSEGUE CON GRANDE SUCCESSO, APPREZZAMENTO ED INTERESSE LA NUOVA RASSEGNA

“TERRE DI RACCONTI”, PROMOSSA DALL’ ECOMUSEO BASSO MONFERRATO.

TEATRO E STORIA PER RIBADIRE DELL’INUTILITÀ DELLA GUERRA.

4° INCONTRO DEL POLO CITTATTIVA PER L’ ASTIGIANO E L’ALBESE A.S. 2018/19

REGISTRAZIONE DELL’INCONTRO IN FORMATO MP3

Pienone domenica pomeriggio a Cisterna d’Asti dove, nel Museo Arti e Mestieri di un Tempo, è andato in scena lo spettacolo del Teatro degli Acerbi “Soldato mulo va alla Guerra” con Massimo Barbero, testo e regia di Patrizia Camatel. L’ iniziativa rientra all’interno della rassegna “Terre di racconti”, sostenuta dalla Regione Piemonte ed è stata organizzata con l’Ecomuseo delle Rocche del Roero, il Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’Albese – I.C. di S. Damiano d’ Asti, l’ Israt e l’ Aimc di Asti. ”Soldato mulo va alla guerra” è

uno degli spettacoli più apprezzati nell’ultimo anno e qui ha trovato un’ambientazione, suggestiva e unica, per immergere il pubblico in una coinvolgente ed emozionante narrazione. Durante la Prima Guerra Mondiale, accanto agli uomini, ha combattuto un esercito di animali. Una commovente fratellanza suggellata dalla comune sorte, raccontata in un monologo a partire dai ricordi di soldati al fronte. Al termine, per l’interprete e l’autrice, il lunghissimo applauso del pubblico variegato – composto anche insegnanti, amministratori e turisti del Museo che hanno potuto usufruire di visite guidate – ha suggellato un pomeriggio indimenticabile.  A seguire, l’apprezzata presentazione del libro “E’ la guerra. Diario maggio-agosto 1915” di Angelo Gatti – editrice il Mulino, con Nicoletta Fasano dell’Istituto per la Storia della Resistenza della Provincia di Asti. Angelo Gatti, ufficiale di Stato maggiore, dal maggio del 1915 comincia a scrivere il suo diario di guerra. Uomo dalla personalità ricca e dalla vasta cultura, affida alla carta riflessioni, cronache, dubbi, impressioni segnati dalla consapevolezza che questa guerra, la Grande guerra, sarà completamente diversa dalle altre, nuova e imprevedibile nei suoi sviluppi futuri. Angelo Gatti rappresenta la voce dei graduati. È astigiano di adozione e stretto collaboratore di Cadorna. Ha donato tutto il suo archivio al Comune di Asti. Tra queste carte, si sono trovati dei frammenti di diari (il più famoso, “Caporetto”, è stato pubblicato dall’Ed. Il Mulino molti ani fa). Tra questi, l’Israt ha scoperto quello del periodo maggio- giugno 1915. Si tratta di un documento sconosciuto, scritto da un capitano che, con lungimiranza, restituisce le caratteristiche della Grande Guerra e si rende subito conto che ci si trova di fronte a un conflitto completamente diverso dai precedenti. Nessun esercito è preparato a questo nuovo modo di combattere e Gatti, pur essendo un ufficiale, comprende le sofferenze dei soldati tra fango, sporcizia, immobilità ma, soprattutto, massacro. Tutte le regole militari sono sovvertite: è una guerra moderna, tecnologica e dirompente. I muli e molti altri animali diventano altra carne da sfinire nei massacranti trasporti dell’artiglieria in alta quota. Però, emerge anche un’ altra vittima silenziosa che è upaesaggio distrutto e devastato dai colpi di artiglieria. Gatti racconta di luoghi che, per lui, sono sconosciuti mentre oggi sono tristemente noti come teatro di terribili battaglie. I comandi, per giorni, non conoscono neppure gli esiti dei combattimenti e le sorti dei propri soldati che, abbandonati sul campo di battaglia, giacciono inermi e sconosciuti, vittime anche dell’offesa del tempo e dell’ oblio. Si stupisce e si indigna, consapevole della propria inutilità e, pur essendo un uomo di guerra del suo tempo, con le sue parole, restituisce le perplessità di chi sa analizzare gli eventi in modo critico. Il suo non è un diario rivolto solo a se stesso: lo redige già con la volontà di farlo diventare un libro. Al termine del conflitto, lavorerà per alcune case editrici ma il fascismo lo costringerà ad allontanarsi perché i suoi scritti parlano di una inconfessabile sconfitta. Così, si dedicherà alla vita da scrittore componendo tragedie e anche romanzi. “L’Israt – ha detto la dott.ssa Fasano – ha rispettato la scrittura dell’autore intervenendo solo sulla punteggiatura e altre piccole correzioni ortografiche. È uno dei rarissimi casi in cui la narrazione è contemporanea agli avvenimenti e Gatti fa il bilancio di ogni giornata. Ci restituisce la dimensione tragica di questa guerra e fa parte di un’ epidemia di scrittura che vide circolare 3 miliardi di lettere tra una popolazione per la maggior parte analfabeta. L’esigenza di scrivere derivava dalla necessità di fermare sul foglio la consapevolezza di aver preso parte a un evento che stava trasformando il mondo”. Ci sono diversi modi per narrare la storia ma non sempre riescono a coinvolgere, pur rispettando il rigore della materia, anche un pubblico di non addetti ai lavori.  Domenica 20 ottobre 2019, nel salone del Castello di Cisterna d’Asti, questo miracolo si è compiuto grazie alle capacità istrioniche di Massimo Barbero, ai testi e alla regia di Patrizia Camatel della Compagnia degli Acerbi e alle competenze storiografiche della dott.ssa Nicoletta Fasano dell’ Israt. Preparazione tecnica ma, soprattutto, cuore e passione, hanno conquistato il pubblico a testimonianza del fatto che molte persone vanno ancora alla ricerca della cultura che dovrebbe essere seminata a piene mani come sta accadendo con il progetto “Terre di racconti”. Prossimo appuntamento della rassegna: sabato 2 novembre – nel pomeriggio – a Tonco (AT) presso il salone di Villa Toso con “E venne la notte…Storie di masche, folletti e creature del mistero” con la Compagnia Il Melarancio.

Giovanna Cravanzola

 

 

 

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