CAPIRE LA GEOPOLITICA

volantinoGraziano

“MANLIO GRAZIANO ED EDOARDO ANGELINO INAUGURANO  IL NUOVO CICLO DI INCONTRI DEL POLO CITTATTIVA PER L’ASTIGIANO E L’ALBESE A CISTERNA D’ASTI”

1° INCONTRO DEL POLO CITTATTIVA PER L’ ASTIGIANO E L’ALBESE A.S. 2019/20

REGISTRAZIONE DELL’INCONTRO IN FORMATO MP3

Graziano e AngelinoSono ripresi, con il percorso “Vecchie e nuove R -esistenze – 1”, gli incontri organizzati dal Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’Albese – I.C. di San Damiano d’Asti con l’Associazione Museo Arti e Mestieri di Cisterna, la Fra Production Spa, l’Israt, Cantine Povero distribuzione srl e l’Aimc di Asti.
Il primo appuntamento si è tenuto mercoledì 25 settembre 2019 ore 21 al Castello di Cisterna d’Asti. Titolo dell’incontro “Perché capire la geopolitica è importante in un’ epoca di grande disordine”. Ne hanno discusso il prof. Manlio Graziano e il prof. Edoardo Angelino. Il prof. Manlio Graziano, originario di Asti, insegna Geopolitica e Geopolitica delle religioni alla Sorbona, a HEC e al Geneva Institute of Geopolitical Studies. Tra i suoi libri «Guerra santa e santa alleanza» (2014), «In Rome we trust» (2016), «Frontiere» (2017), Graziano“Geopolitica. Orientarsi nel grande disordine internazionale”(2019). Collabora al «Corriere della Sera» e a «Limes». Il prof. Edoardo Angelino, già docente al Liceo Scientifico “Vercelli” di Asti, è uno storico e curatore del corso di Geopolitica all’Utea di Asti. Il periodo che stiamo vivendo, come ha sottolineato Angelino, è pieno di incertezze in cui si intrecciano diverse spinte. In un orizzonte di questo tipo, è difficile trovare un orientamento e la geopolitica dovrebbe fornire la bussola per muoversi. Il suo ultimo libro  – come ha sottolineato Graziano – si rivolge agli studenti che, con le loro domande, costringono sempre a cercare risposte nello studio e nell’approfondimento. La geopolitica serve per orientarsi nella politica per avere dei lumi e comprendere dove si sta andando. Purtroppo, si studia poco e i primi a non tenerne conto sono i politici. Infatti, compito dei geopolitici è studiare l’analisi della situazione per poi offrirla a chi si occupa di politica. Non tenendo conto di queste indicazioni, si possono fare enormi danni. Chi pensò  a questa nuova scienza, riteneva che il parametro di cui tenere conto fosse, in primo luogo, la conformazione geografica dei territori. Oggi, invece, si deve tenere contro anche degli ostacoli economici, demografici, storici ma anche dei vincoli ideologici e psicologici delle popolazioni… fino ad arrivare a quello che, in fondo, è il vincolo meno importante costituito dalle classi politiche. La geopolitica si occupa, sostanzialmente, di tutto ciò che non si può fare senza trascinare in immani disastri intere popolazioni. Un esempio è stato il referendum sulla Brexit che si basava da un lato sul fatto di restare (cosa che era possibile) e, dall’altro, su quello di uscire (cosa che non si poteva fare). La scelta della seconda opzione, ha causato la situazione di cui si discute da tre anni e dalla quale è impossibile trovare una soluzione che non provochi la rovina. Per questo motivo, conoscere in anticipo ciò che si può fare o meno, a livello politico, sarebbe essenziale. Proprio perché deve tenere contro di molte variabili, la geopolitica è una materia molto complessa. Occorre, innanzitutto, indagare a fondo i diversi aspetti della politica e, soprattutto, studiare e aggiornarsi quotidianamente perché tutto è in continuo divenire. Inoltre, è necessario comprendere come, in culture diverse, aspetti come il tempo politico e la storia non abbiano lo stesso valore. Purtroppo, avere una conoscenza limitata e univoca delle altre culture, ha fatto sì che proliferassero visioni ideologiche e delegittimanti. Invece, è necessario ristabilire la verità per sconfiggere rappresentazioni false e mistificanti della realtà. “La geopolitica mette su una scacchiera tutta una serie di elementi. Variando una posizione, cambia peso di tutti gli altri elementi della scacchiera. Quali capacità predittive ha la geopolitica?” ha chiesto Angelino. “La geopolitica non ha la capacità di sapere ciò che accadrà ma ciò che non può accadere senza creare grossi danni. Ad esempio, il blocco dell’immigrazione perpetrato da un Paese che ha un basso indice di natalità, lo condanna a morte. A livello geopolitico, l’Italia non dovrebbe rifiutare nuovi ingressi senza mettere a rischio la propria sopravvivenza. Oggi, infatti, si vive più a lungo ma, proprio a causa della bassa natalità, nei prossimi anni si dovrà contare su un’esigua forza lavoro per sostenere le spese dello stato sociale. Impedendo l’ingresso degli immigrati, non si risolve un problema reale. Invece, spesso, la ricerca di consensi elettorali va contro gli interessi di un Paese”. Parlando di Europa, Graziano ha sottolineato che, ormai, è un processo irreversibile ed è un fatto unico nella storia dell’umanità. Infatti, per la prima volta,  dei Paesi hanno ceduto parte della propria sovranità per entrare a far parte di un organismo più esteso. Ovviamente, è un percorso molto complesso, in perenne trasformazione. La  costruzione europea è stata una questione di sopravvivenza degli Stati aderenti rispetto alle potenze mondiali.  Per tutti questi motivi, la geopolitica dovrebbe essere oggetto di studio e di interesse diffuso perché, anche se non se ne è consapevoli, non riguarda entità astratte ma la vita delle persone comuni. Grazie disponibilità, alla competenza (e al senso dell’umorismo) dei due relatori, l’incontro ha chiarito soprattutto questo aspetto ma anche che, sovente, molti uomini di potere parlano di cose che non conoscono distogliendo l’attenzione dell’opinione pubblica da quelli che sono i veri problemi del mondo in cui viviamo.

Giovanna Cravanzola

 

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