No TAV, Sì TAV

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“NO TAV, SI’ TAV”: OPERA INUTILE O OPPORTUNITA’?

19° INCONTRO POLO CITTATTIVA PER L’ASTIGIANO E L’ALBESE

REGISTRAZIONE DELL’INCONTRO IN FORMATO MP3

tav

Di Tav, in questi anni, tutti hanno sentito parlare. È un argomento che fa da sottofondo a innumerevoli discorsi ma qual è la consapevolezza tra le persone comuni? Questa riflessione è stata il punto di partenza per organizzare un incontro  che portasse a confronto, anche in un piccolo paese come Cisterna d’ Asti, i diversi aspetti di quest’opera ben sapendo che, vista la complessità, sarebbe stato possibile solo sfiorarne solo alcuni. Per questo motivo, martedì 14 maggio 2019, al Castello di Cisterna d’Asti, si è tenuto l’incontro “No Tav, Sì Tav” organizzato dal Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’ Albese con  Castello e Comune di Cisterna d’ Asti e l’ Aimc di Asti. Sono stati invitati al dibattito: il dott. Paolo Foietta – già commissario straordinario di Governo per l’ asse ferroviario Torino – Lione, l’ ing. Alberto Poggio – Commissione tecnica Torino Lione – Unione Montana Valle Susa, Città di Torino e Venaria Reale, il prof. Marco Ponti – coordinatore del Gruppo per la Valutazione del Ministero dei Trasporti. L’invito, inoltre, è stato esteso ai rappresentanti dei partiti e dei movimenti politici che si confronteranno nelle prossime consultazioni regionali: Forza Italia – sen. Massimo Berutti, sen. Marco Perosino; M5S – consigliera regionale del Piemonte e candidata dott.ssa Francesca Frediani, candidato ing. Marco Allegretti; Pd – on. Piero Fassino, consigliere regionale del Piemonte Antonio Ferrentino; Partito della Famiglia – prof. Marco Boero, candidato Presidente della Giunta Regionale del Piemonte. Sicurezza, economia, sostenibilità e risorse sono stati al centro dei temi dibattuti. Luca Anibaldi ha introdotto l’incontro sottolineando gli aspetti comuni con i percorsi “Vecchie e nuove R-esistenze” e “Comunità resistenti” promossi dal Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’ Albese, dal Museo di Cisterna d’Asti, dall’Ecomuseo delle Rocche del Roero e dalla Rete Museale Roero Monferrato. Subito dopo, ha preso la parola dott. Paolo Foietta che ha spiegato le motivazioni per le cui il progetto Tav è importante. Infatti, le linee utilizzate non assolvono più al loro compito rispetto alle caratteristiche del trasporto attuale. Tutte le linee ferroviarie in Europa sono in adeguamento anche perchè, conviene affidare il trasporto a treni lunghi e pesanti. Oggi, invece, le linee della zona viaggiano in situazioni inadeguate anche rispetto alla sicurezza. Per questo motivo, i lavori servono a sostituire una linea obsoleta e insicura. In caso contrario, il rischio è la diminuzione dei treni sulle vecchie linee con perdite enormi a livello economico. Tutto ciò è alla base, secondo Foietta, di ogni ragionamento relativo all’opera. Rispetto alla sicurezza, la situazione è analoga a quella del Ponte Morandi. “O si sostituisce questo tunnel oppure il futuro dei rapporti tra Italia e Europa passerà con l’ autostrada. Tutte le informazioni che ho portato sono pubblicate sull’Osservatorio Tav e comunicate  al Governo. Mi assumo la responsabilità di ciò che dico”. A oggi, inoltre, il progetto è stato modificato più volte. L’ing. Poggio, nel suo intervento, ha sottolineato il ruolo volontario e gratuito dei componenti della  commissione di cui fa parte  che, nel corso degli anni, ha analizzato moltissimi documenti. Se da un lato oggi la linea è pericolosa, bisogna comprendere quante siano le merci che oggi, effettivamente, passano. I numeri, attualmente, sono diversi da quelli indicati nel passato ma, soprattutto, è necessario valutare quelli del futuro. Allo stato attuale, non è dato sapere se l’economia cambierà. “L’Osservatorio fa delle previsioni irrealizzabili rispetto alla crescita economica e, anche se la sicurezza è un tema importante che accomuna, sul territorio esistono moltissimi altri chilometri di gallerie, alcune anche più insicure. Inoltre, le infrastrutture che si potrebbero usare, già sono presenti. In realtà, la realizzazione del progetto Tav non è stata una decisione presa a livello europeo. Oggi, il Governo può decidere al riguardo ma non è prevista una forma di partecipazione da parte delle comunità coinvolte e tutto ciò non è democratico”. L’intervento del prof. Marco Ponti si è focalizzato sui costi. Se è vero che l’opera avrebbe la sua utilità, è anche vero che, allo stato attuale, non sarebbe opportuno portarla a termine in quanto i costi sarebbero superiori ai benefici. La cosa di cui non si parla, ha tenuto a sottolineare Ponti, è “l’irrilevanza” dei costi di questo progetto rispetto ai 130 miliardi di altre opere che non sono state mai valutate. Invece, le risorse pubbliche sono scarse e sarebbe indispensabile discutere in modo approfondito su ciò che converrebbe o meno realizzare. Sta alla politica fare queste scelte ma, per la democrazia, è necessario discutere. Tutte le infrastrutture sono pagate dai contribuenti mentre gli utenti non pagano. È assolutamente necessario compensare i danni che si recano nella realizzazione di queste opere ma, quando non portano benefici, è indispensabile non procarli. “Le infrastrutture inutili sono ottime per il consenso sociale… per farci andare ad alta velocità in Grecia” ha detto Ponti. “L’analisi costi/benefici è indispensabile anche per evitare l’arbitrio politico. Nel frattempo, i responsabili politici di quelle scelte “spariscono” perchè i tempi di costruzione sono lunghi. Per questo motivo i politici dicono di sì”. Subito dopo, hanno preso la parola iI politici alcuni dei quali non erano presenti perchè impegnati in Senato o in confronti pubblici tra i candidati regionali. I senatori Berutti e Perosino hanno inviato due comunicati nei quali hanno sottolineato l’appoggio alla prosecuzione dell’opera. Il prof. Valter Boero, che era subito reso disponibile all’incontro, ha inviato le sue scuse. L’ing. Allegretti e la dott.ssa Frediani, a nome del M5S, hanno manifestato la loro contrarietà all’opera motivata con la diminuzione del traffico merci ma anche dai disagi causati alle popolazioni e ai danni ambientali. Inoltre, la Francia ridiscuterà dell’opera nel 2038. “Attualmente” ha detto la Frediani “l’opera è stata congelata ma non sospesa. Io spero venga fermata. La politica deve decidere come usare le risorse pubbliche ma anche quelle europee lo sono. Alla Valle di Susa serve migliorare i trasporti verso Torino ma anche servizi essenziali come quelli sanitari. Purtroppo, il nostro territorio è stato devastato. L’Osservatorio non rappresenta le comunità locali”. Di diverso avviso il consigliere Ferrentino che ha detto: “Posso documentare che c’è stato confronto. Vi invito a verificare come stanno avanzando I lavori. Per me è un’opera importante anche se sono un’ambientalista convinto. Nei consessi internazionali viene segnalata come anomalia la situazione della Val di Susa”. Per opposti motivi, sia Ferrentino che la Frediani e Poggio hanno invitato i presenti a visitare di persona il territorio per verificare come stanno effettivamente le cose. La discussione è proseguita fino a tarda ora e, sicuramente, non è stata esaustiva di tutti gli innumerevoli aspetti che dovrebbero essere approfonditi ma è stato un punto di partenza che ha avuto lo scopo di seminare anche dei dubbi. A prescindere dalle proprie convinzioni, un ringraziamento particolare va a tutti coloro che hanno preso parte alla serata mettendo a disposizione di tutti le proprie conoscenze e competenze.                                                                                                             

                                                                                                                                                                            Giovanna Cravanzola

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