L’IMMIGRAZIONE TRA SICUREZZA E DIRITTI

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L’IMMIGRAZIONE TRA SICUREZZA E DIRITTI”: TUTTI SIAMO COINVOLTI

REGISTRAZIONE DELL’INCONTRO IN FORMATO MP3

Ultimo incontro nell’ambito del percorso “Vecchie e nuove R-esistenze – E”. Venerdì 12 aprile 2019, al Castello di Cisterna d’ Asti, si è discusso di “Immigrazione tra sicurezza e diritti” con Armando Spataro (già  Procuratore della Repubblica di Torino) e Beppe Amico (Direttore della Caritas di Asti). L’incontro è stato organizzato dal Polo Cittattiva per l’astigiano e l’albese – I.C. di San Damiano d’ Asti con Museo Arti e Mestieri di un Tempo e Comune di Cisterna spatarogruppo

spatarogruppo1d’ Asti, Caritas, Israt e Aimc di Asti. Dopo i saluti iniziali, ha preso la parola la Vice Presidente del Senato, on. Anna Rossomando che, a sorpresa, ha partecipato all’incontro. “C’è bisogno di condivisione su questi temi perché c’è un clima fuorviante e occorre partire dai fondamentali. Mi richiamo alla Costituzione Italiana alla quale molti si rifanno arbitrariamente” ha detto. Infatti, nella Carta Costituzionale, si parla dei diritti fondamentali come quelli della libertà, del lavoro e della cittadinanza ma anche dei Spatarodoveri. In un mondo in cui si discute molto di identità: quelle che ci confortano e quelle dalle quali difenderci, occorre ricordare che la cittadinanza è un insieme di diritti e doveri che uniscono con un filo le persone. Purtroppo, questo non è sempre compreso e la cosa inaccettabile – ha sottolineato la senatrice – è che si fa credere che non ci siano alternative agli sgomberi forzati che sradicano, ancora una volta, persone portatrici di un grande carico di sofferenza fisica ed emotiva. “Non c’è alcun prezzo che valga la nostra umanità. Tutti siamo coinvolti”. Beppe Amico ha ribadito l’importanza dell’analisi e dell’approfondimento su questi temi per evitare di cadere preda di facili slogan. Ad esempio, per quale motivo è stato abbinato un testo normativo sulla sicurezza all’immigrazione? A questa domanda il dott. Spataro ha risposto sottolineando quanto sia necessario collegare i sentimenti ai diritti ma non solo. “Quando si parla di solidarietà o di accoglienza non parliamo di sentimenti ma di diritti e, secondo me, anche di doveri. Mi riaggancio alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. L’art. 13 parla della libertà di movimento che, pertanto, è un diritto universale. Non è possibile, quindi, a livello giuridico dire: “Aiutiamoli a casa loro”. L’art. 14 parla del diritto di asilo nei diversi Paesi mentre l’art. 15 si occupa del diritto alla cittadinanza. Se si pensa alla Ius soli, attraverso questo articolo ci rendiamo conto che dovrebbe essere un diritto per chi nasce in un Paese”. A partire da questo strumento, sono nate legislazioni, commissioni, accordi che coprono un vasto panorama di diritti che arrivano fino alle leggi nazionali. “Tutto ciò è stato sottolineato dal Presidente Mattarella che – in una lettera al Presidente del Consiglio Conte – ha sottolineato che restano fermi gli obblighi dello Stato specialmente in riferimento all’art. 10 della Costituzione Italiana e agli accordi internazionali”. Il fenomeno della migrazione ha dimensioni mondiali e non può essere trattato con risposte semplicistiche. Purtroppo, per alcuni, i soli  problemi sono non far arrivare i migranti e cacciare nel modo più rapido quelli presenti. “La sicurezza è diventata un marchio che ha legittimato anche la legge sulla legittima difesa. Nel frattempo, la xenofobia è aumentata insieme alla volontà di farsi carico della sicurezza da parte dei cittadini dimenticando che è un compito dello Stato. Ovviamente, quest’ultima è un diritto dei cittadini ma occorre che venga garantita utilizzando la ragione. Unire il contrasto con il terrorismo e l’immigrazione è una “palla colossale”. Si dice questo per giustificare scelte lesive della libertà. Bisogna indagare contro il rischio terrorismo ma rispettando la libertà e i diritti”. Beppe Amico ha detto che è molto facile far leva sulla debolezza di una società impoverita. Due le strade possibili: arrendersi all’imbarbarimento o utilizzare politiche di risanamento che portano alla convivenza sociale. Per quanto riguarda la vicenda della Nave Diciotti, il dott. Spataro ha ricordato che ci sono diverse procedure che normano l’intervento dei Paesi. “Se un governo costiero si oppone al rispetto di tali norme, non è detto che siano autorizzati a farlo gli altri Stati. Ovviamente, è necessario l’intervento di tutta l’Europa ma non si coinvolge utilizzando l’insulto. Quello che è avvenuto per la Nave Diciotti non è accettabile perché ha limitato la libertà dei migranti. La discrezione politica esiste ma nessuno può sottrarsi al rispetto delle leggi. Si usa anche l’argomento delle Ong come concorrenti del traffico dei migranti. Se ci fossero accordi con i trafficanti sarebbe reato ma questa prova non c’è. Inoltre non si può evitare che le Ong carichino migranti a bordo perché esiste lo stato di necessità quando si tratta di salvare la vita di una persona”. L’ on. Rossomando, in accordo con quanto detto da Beppe Amico, ha poi ribadito l’importanza dell’uomo visto come fine e non come mezzo. Rispetto alla vicenda della Nave Diciotti, il sequestro era un pretesto per portare l’attenzione dell’Europa rispetto al tema dei migranti. “La Costituzione è una scelta di valore che si basa sulla libertà e la dignità della persona. Sulla Nave Diciotti la maggior parte dei migranti erano donne che avevano subito violenza e minori. Consentire che il corpo della persona sia un mezzo per la trattativa significa mettere di mezzo la libertà di tutti. Su questi argomenti, non dovrebbero esserci distinzioni di barriere politiche perché stanno alla base dell’umanesimo laico e cristiano che sono le nostre radici”. “Il decreto sicurezza” ha ripreso Spataro “interviene e modifica 17 leggi. I giuristi sono in difficoltà e questo crea problemi alle forze dell’ordine. La chiusura dei centri di accoglienza ha avuto ricadute negative anche sui lavoratori italiani. Cancellare la protezione umanitaria significa diminuire in modo esponenziale l’accoglienza e limitare enormemente le possibilità di lavoro per gli immigrati. Il principio di solidarietà appartiene alla storia italiana. Il rischio xenofobia preoccupa e alcuni fenomeni trovano legittimazione quando i politici li legittimano. A tutti bisogna chiedere lo sforzo per la soluzione dei problemi: i politici, i giornalisti, i giuristi, i cittadini… Occorre una contronarrazione per far capire ciò che non è vero. È necessario attivarsi per far cadere i muri che crescono ovunque” ha concluso.

Mercoledì 24 aprile 2019, inizierà il percorso “Vecchie e nuove R- esistenze – F”  con la presentazione del libro, alle ore 21, “Brigata “Tre confini” – Storia della Divisione Matteotti “Renzo Cattaneo” Ed. Araba Fenice. Sarà presente l’autore, Paolo Alberto Cattaneo. Sabato 27 aprile 2019, alle ore 17, si proseguirà con la presentazione del libro “Solo per i morti la guerra finisce”, Ed. Anpi Piemonte, sarà presente l’autore, Silvio Borione, accompagnato dai curatori Michelangelo Caponnetto e Daniele Ferrero. I due appuntamenti si terranno presso la Biblioteca Civica “Prof. P. Cauda” (Piazza Italia, Canale – Cn) e sono organizzati con l’ Associazione culturale per la Memoria della Resistenza “Franco Casetta”. Gli incontri sono aperti a tutti, gratuiti e validi per la formazione degli insegnanti di ogni ordine e grado. I docenti di ruolo potranno effettuare l’iscrizione, entro il 24 aprile 2019, sul Portale S.O.F.I.A. del Ministero dell’Istruzione utilizzando il seguente codice: 30128.

 

                                                                                                                                                                              Giovanna Cravanzola

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