Cisterna ricorda l’Antico Principato

Da oggi chi giungerà a Cisterna sarà accolto da grandi striscioni verticali che ricordano, a quasi 350 anni di distanza, l’erezione in principato del marchesato di Cisterna.  Con bolla di Papa  Clemente X, del 10 novembre 1670,  il feudo venne eretto in principato, in remunerazione di “atti, meriti e servizi resi alla Chiesa Romana” (Storia di Cisterna d’Asti. Un  Principato tra Roero e Monferrato, di Baldassarre Molino).  Lo stesso papa, tre anni dopo, autorizzò  Giacomo Dal Pozzo, Principe di Cisterna,  a coniare monete con il nome del principe e l’emblema della Santa Sede.

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Il marchesato di Cisterna e Belriguardo, feudo pontificio, dal  1650  entrò tra i possedimenti della famiglia dei Dal Pozzo.  Il nuovo marchese  Francesco Michelangelo Dal Pozzo era anche marchese di Voghera e di Garessio, conte di Reano, Ponderano, Bonvicino, Neive, Briga, Camburzano, Coggiola e Perno;  signore di Quagliuzzo, Grinzane con Borzone e Babellino, Vestignè, Barbaresco, Salerano, Samone, Banchette e Borgo Priolo; consignore di Romagnano, Borriana, Beatino e Strambinello;  Generale di Artiglieria nelle armate del duca di Savoia e Maestro di Campo delle milizie Oltre Dora; Cavaliere di Giustizia dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e consigliere del Duca di Savoia.

Ottenendo il principato, i Dal Pozzo riuscirono ad eguagliare i loro antagonisti: i Ferrero Fieschi di Masseranno, che nel 1598 avevano ottenuto il titolo di principi, sempre dal papa.

L’idea di valorizzare  il titolo nobiliare che connotava il territorio cisternese è nata dall’Associazione Museo Arti e Mestieri di un tempo, che ha realizzato l’iniziativa  grazie al sostegno dell’Amministrazione Comunale di Cisterna e al contributo economico della Banca di Asti.

Un progetto corale, che ha avuto preziose collaborazioni: Andrea Guido per la progettazione grafica ;  Roberto Massocco, Corrado Ghisaura e Bruno Guido che si sono prestati per l’installazione  ai tre ingressi del paese.

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