INCONTRO CON CHIARA SARACENO

A volantino 24 FEBBRAIO 2018_MAMME PAPA_SARACENO_NEIROTTI

“MAMME E PAPA’. GLI ESAMI NON FINISCONO MAI”

LA SOCIOLOGA CHIARA SARACENO NE HA DISCUSSO AL CASTELLO DI CISTERNA

CON IL GIORNALISTA MARCO NEIROTTI

REGISTRAZIONE DELL’INCONTRO IN FORMATO MP3

 saraceno2Parlare di padri, madri e famiglia sembra semplice e anche scontato ma non è per nulla così perché si potrebbe dire tutto e il contrario di tutto senza riuscire a dare delle definizioni precise e immutabili nel tempo. Sabato 24 febbraio 2018 al Castello di Cisterna, la prof.ssa Chiara Saraceno ha discusso di questi temi con il giornalista Marco Neirotti presentando il suo libro “Mamme e papà. Gli esami non finiscono mai” (Ed. Il Mulino). L’iniziativa è stata organizzata dal Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’Albese – I.C. di S. Damiano d’Asti, il Comune e il Museo di Cisterna d’Asti, la Fra production Spa e saracenol’Aimc di Asti.

“È un discorso che riguarda tutti perché tutti siamo nati” ha detto Neirotti introducendo l’incontro. Purtroppo, i mass media si occupano della famiglia soprattutto per colpevolizzarla (con la scuola) in occasione di fatti di cronaca che riguardano i ragazzi. In realtà, è un tema molto complesso e che risente di moltissime influenze. “Il libro della prof.ssa Saraceno” ha proseguito Neirotti, ”proprio per questo motivo, non è un manuale per il buon genitore semplicemente perché non esistono ricette assolute e valide per sempre. Infatti, ogni ricetta è smentita dal passare del tempo e dai mutamenti della società. La famiglia può essere tante cose ed è molto complesso comprenderla nel suo divenire. Forse, l’unica ricetta possibile è quella di osservare ciò che accade,  imparando a riflettere per capire”. La prof.ssa Saraceno ha spiegato che il libro è nato durante il dibattito per le unioni civili. Nel corso di una delle numerose manifestazioni contro la proposta di legge, era apparso uno striscione, dove era scritto: “Ogni bambino ha bisogno di una mamma e di un papà”. Un’affermazione importante ma che cosa vuol dire, in fondo? In realtà, i modelli di mamme e i papà non sono stati immutabili nel tempo. Per questo motivo, ogni modello di maternità e paternità si riferisce a determinati periodi storici. Ad esempio, a inizio secolo, all’interno della famiglia si tendeva a mantenere un rapporto distaccato tra genitori e figli nel timore che questi ultimi crescessero “deboli e viziati”. Pertanto, la costruzione del concetto di famiglia non è di tipo naturale ma sociale. Comprendere questo significa diventare più critici e attenti. Altrimenti, si corre il rischio di dare per scontati due ruoli presenti e sempre diversi che vedono la madre costantemente affettuosa e il padre duro e autorevole. In effetti, in altre culture sono diversi i ruoli attribuiti ai generi perchè si può essere autorevoli e accudenti a prescindere dal genere. Che cosa vuol dire, quindi, essere genitori oggi? Non si tratta solo di una questione ereditaria e riproduttiva ma significa essere generativi (come scriveva lo psicanalista E. Erikson) che vuol dire saper dare spazio alla crescita di un altro, aiutandolo a stare al mondo e accompagnandolo anche insieme con altre persone che possono fare parte o meno della nostra famiglia. Si è generativi quando si è smesso di essere competitivi con gli altri e si gusta a pieno il proprio essere. Solo allora si fa spazio anche al prossimo. Tutto ciò non può essere attribuito solo a un genere e, soprattutto, si raggiunge questo stadio attraverso strade che possono essere molto diverse. Il genitore generativo è chi non sa ancora chi e che cosa diventerà suo figlio ma è in grado di offrirgli tutti gli strumenti affinché trovi la sua strada e diventi un adulto responsabile. Infatti, come scriveva Bruno Bettelheim, “non nascono mai i figli del sogno” perché sono sempre altro. Essere genitori vuol dire saper affrontare il rischio dell’altro e, anche in questo caso, non ha alcun riferimento ai ruoli. Invece, spesso, il modello è troppo rigido e non corrisponde a ciò che succede in realtà.

A volte, ad esempio, i ruoli di mamma e papà sono ricoperti da una sola persona senza che ci siano delle ricadute negative sui figli.  Per tutti questi motivi, occorre rompere la rigidità di un unico e immutabile tipo di famiglia e, soprattutto, l’illusione di un’età dell’oro mai esistita. Sicuramente, non è semplice riuscire a scegliere ciò che è giusto per sè ma, l’importante, non è il modello ma la ricerca costante di un equilibrio.

Una cosa è certa: i genitori, in genere, fanno del loro meglio in un mondo sempre più complicato.

 

Giovanna Cravanzola

saraceno1

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