NARRAZIONI MUSEALI DIGITALI

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NARRAZIONI MUSEALI DIGITALI

IL MUSEO ARTI E MESTIERI DI UN TEMPO DI CISTERNA D’ASTI SI RACCONTA IN DIGITALE

16^ INCONTRO DEL POLO CITTATTIVA PER L’ASTIGIANO E L’ALBESE PER L’A.S. ‘16/’17

REGISTRAZIONE DELL’INCONTRO IN FORMATO MP3

 Cisterna d’Asti, un paese, un castello, un museo che custodisce e racconta l’anima di un territorio anche attraverso le nuove tecnologie. Il convegno “Narrazioni museali narrazionidigitali” è stata l’occasione per far conoscere la realizzazione del nuovo ambizioso progetto del Museo Arti e Mestieri di un Tempo. L’iniziativa si è tenuta al Castello di Cisterna d’Asti sabato 17 giugno 2017 ed è stata organizzata dal Museo Arti e Mestieri di un Tempo con il Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’Albese – I.C. di San Damiano d’Asti, la Fondazione CRAsti, l’ Aimc Asti, il Comune di Cisterna d’Asti. In apertura, il Sindaco Renzo Peletto ha portato il saluto del Comune di Cisterna d’Asti e, a seguire, Tiziana Mo, insegnante e vice presidente dell’Associazione Museo Arti e Mestieri di un Tempo, ha spiegato che il convegno è stato organizzato con l’intento di ringraziare tutti coloro che, gratuitamente, hanno lavorato al progetto partendo dalla economia del dono della tradizione contadina. Il progetto è nato per salvare le narrazioni in un momento in cui, purtoppo, si stavano perdendo. Per questo, grazie al lavoro di Andrea Villani, Sara Avidano, Marta Simone e Tommaso Braga (Volontari del Servizio Civile del Comune di Asti), di Oscar Pastrone (Open Lab di Asti), di Elena Salvatore, Marcello Follis, dei ragazzi dell’Anffas, di Naomi Galeotti (logopedista) e di Stefano Marin (realizzazione video), si è creata una rete reale che ha permesso di fare in modo che il Museo potesse essere fruito virtualmente da tutti. L’Assessore Vercelli ha evidenziato  gli sforzi del suo assessorato per aprirsi anche a territori esterni al Comune di Asti, un valore aggiunto e un arricchimento presenti, per esempio, nel Servizio Civile ma anche nella collaborazione per l’apertura con l’Anffas di “Casa Patty” a Cisterna d’Asti. Mario Sacco, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti nel suo intervento ha trattato “L’importanza della Fondazione nell’ambito del finanziamento di progetti per la promozione culturale del territorio” sottolineando, ancora una volta, l’importanza di fare sistema e rete nel territorio per promuovere non solo grandi progetti ma anche piccole iniziative che hanno una ricaduta qualitativa rilevante. Si è inoltre impegnato, a nome della Fondazione, per la realizzazione dell’ascensore che consentirà di abbattere alcune delle barriere architettoniche che limitano l’accessibilità al  Castello di Cisterna d’Asti. Marcello Follis, a nome dell’Anffas di Asti, ha espresso la sua soddisfazione per l’incontro con l’amministrazione, gli abitanti e i volontari dell’Associazione Museo di Cisterna d’Asti che hanno permesso non solo la concretizzazione di “Casa Patty” ma anche la nascita e la realizzazione di nuovi sogni. Il prof. Piercarlo Grimaldi, Rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ha invece raccontato la lunga strada che ha portato alla nascita del museo etnografico di Cisterna d’Asti, il più grande del Piemonte ed uno dei maggiori in Italia per la ricchezza delle sue collezioni ma anche per il lavoro di ricerca scientifica effettuato. Un percorso così grande che ha davvero dello straordinario, soprattutto se si pensa che, per la maggior parte, il suo funzionamento si basa sull’opera di volontari che, da anni, lo custodiscono e permettono la fruizione ai visitatori. Un patrimonio da salvaguardare e sostenere e che, oggi, le nuove tecnologie permettono di rendere fruibile conservando l’unicità di questo luogo. Il dottor Diego Mondo, responsabile del  Settore valorizzazione del patrimonio culturale, Musei e siti Unesco della Regione Piemonte, ha invece sottolineato che, anche se spesso non sempre è evidente, i musei etnografici supportano l’economia del territorio ma anche gli atteggiamenti culturali che non sono accessori estetici. Alessandra Lagatta del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile del Comune di Asti ha trattato dell’’importanza del servizio civile come arricchimento professionale ma anche umano. Nella seconda parte del convegno, è stato dettagliato il percorso che ha portato alla realizzazione del progetto “Narrazioni digitali museali” .  Le volontarie del servizio civile Andrea Villani, Sara Avidano, Marta Simone (in rappresentanza anche di Tommaso Braga che non ha potuto prendere parte all’incontro) hanno raccontato il loro lavoro. Andrea Villani, archeologa, ha spiegato come la una catalogazione di tutto il materiale esposto, abbia reso necessario l’utilizzo di una scheda più fruibile rispetto a quella proposta dal Ministero dei Beni Culturali. Pertanto, i volontari hanno curato la catalogazione – con annessa documentazione fotografica – di quasi tutti gli oggetti presenti nel museo utilizzando una schedatura che rende utilizzabili tutte le informazioni disponibili: il periodo al quale si riferiscono, il suo utilizzo, eventuali restauri, scritte o altri particolari presenti… Un lavoro mastodontico (sono presenti più di 6000 oggetti) che ha il vantaggio di essere aggiornabile e, soprattutto, fruibile in rete grazie al lavoro di Oscar Pastrone e di Alessandro Dovico (volontario del Servizio Civile) dell’Open Lab di Asti. Come ha sottolineato Tiziana Mo, la creatività e la dinamicità dei volontari sono stati un valore aggiunto importantissimo per la realizzazione del progetto. Oscar Pastrone, con le sue idee vulcaniche, ha poi progettato una piattaforma contenitore dove inserire tutte queste informazioni ma anche poter realizzare una visita virtuale nelle varie botteghe attraverso i meravigliosi filmati di Stefano Marin e le clip che vedono come attori i ragazzi dell’Anffas. Coordinati da Elena Salvatore e dal regista Raffaele Bianchino, i ragazzi hanno raccontato il museo, la sua storia e i suoi tesori. Una comunicazione rivolta davvero a tutti e che è stata implementata dal lavoro della dott.ssa Naomi Galeotti (logopedista) che, con i materiali prodotti dagli alunni della Scuola Primaria di Cisterna d’Asti, ha prodotto un libro accessibile – utilizzando la comunicazione alternativa aumentativa – che racconta il Museo attraverso gli occhi dei bambini. Renata Sorba (Coordinatrice Ass.ne Pro-retinopatici ipovedenti) ha portato la sua testimonianza. Questa nuova collaborazione al progetto porterà la fruibilità del Museo agli ipovedenti attraverso un percorso basato sui profumi e sui rumori delle varie botteghe. Al termine della mattinata, Tiziana Mo – a nome dell’Associazione Museo Arti e Mestieri di un tempo – ha espresso la sua soddisfazione per i grandi risultati raggiunti attraverso un lavoro corale che, nel suo insieme, ha coinvolto circa un centinaio di persone per la sua realizzazione creando reti, ponti, connessioni virtuali ma, soprattutto, reali fatte di umanità e incontro per preservare le radici di una cultura che è alla base della nostra storia.

Giovanna Cravanzola

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